Zibaldone ecopacifista


RICORDARE IL PETROV DAY. 26 SETTEMBRE 2022 - proiezione del film in italiano alla sede della LOC

29 settembre: presentazione libro terrestrità e discussione alla Camera su guerra in Ucraina


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Nota del 25 novembre 2022


Nuova campagna opzione fiscale


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ICAN sta procedendo a cambiamenti nell'organigramma. .L'informazione proviene da Beatrice Fihn: si dimette. Lascia il ruolo di Direttore Esecutivo il 31 gennaio 2023. Il gruppo direttivo internazionale avvierà ora un processo di reclutamento di un nuovo direttore esecutivo. Dal 1° febbraio 2023 Daniel Högsta entrerà in carica come Direttore Esecutivo ad interim fino alla nomina di un nuovo Direttore. La promessa di Beatrice è che continuerà a sostenere la campagna anche se non in ruolo dirigenziale, da "dietro le quinte".


Beatrice Fihn (beatrice@icanw.org)
Executive Director
International Campaign to Abolish Nuclear Weapons - Nobel Peace Prize 2017
Tel: +41 22 788 20 63
www.icanw.org

Ecco la sua lettera datata 22 novembre 2022.

Per circa 9 anni ho avuto l'onore e il privilegio assoluto di guidare questa incredibile campagna. Sono così orgogliosa di ciò che abbiamo ottenuto insieme, mi sono divertita così tanto e ho visto questa campagna crescere e diventare una forza potente per il disarmo nucleare e il diritto umanitario internazionale. Abbiamo fatto la storia insieme.

Ma ogni cosa ha il suo tempo e sento che questo è un buon momento per me per dimettermi e lasciare che qualcun altro guidi questa campagna verso nuove vette e traguardi. Adoro davvero questa campagna e il lavoro che facciamo così tanto, ma è tempo per me di fare spazio agli altri per condurre questa campagna verso nuove fasi. Ho quindi deciso di lasciare il ruolo di Direttore Esecutivo il 31 gennaio 2023.

Non è stata una decisione facile da prendere per me, perché amo davvero questa campagna e lavorare così tanto con tutti voi, è piuttosto emozionante per me dare questa notizia. Ma credo anche che sia positivo per un movimento cambiare regolarmente la leadership, per continuare a essere creativo, ambizioso e trovare nuove strade con nuova energia. E sarà bene per me rallentare un po' ed elaborare questa incredibile esperienza che abbiamo vissuto nell'ultimo decennio.

Nell'ultimo decennio siamo cresciuti fino a diventare un movimento di oltre 650 organizzazioni in 110 paesi. Abbiamo convinto gli stati a negoziare, adottare e mettere in vigore il divieto globale delle armi nucleari. Abbiamo un team di personale più grande, con finanziamenti stabili e sicuri per i prossimi anni. Insieme, abbiamo ottenuto un trattato che sta crescendo in numero di membri e un pubblico che si sta svegliando alla minaccia delle armi nucleari. Ho così tanta fiducia in questo movimento per portare il mondo in un posto più sicuro senza armi nucleari. I progressi che stiamo facendo sono reali, ci posso giurare sopra. Tutto il lavoro che stiamo portando avanti sta facendo una grande differenza. So che in alcuni momenti potrebbe non sembrare così, ma stiamo spostando il dibattito e stiamo costruendo supporto per questo trattato e per il disarmo nucleare ogni giorno.

Mi sento così privilegiata di aver fatto parte di questo team e grata di aver avuto questa incredibile esperienza: guidare questa campagna e lavorare al fianco di tutti voi per così tanti anni. È stata davvero un'esperienza da fare almeno una volta nella vita.

So che questa decisione potrebbe sorprendere molti di voi e forse alcuni di voi si sentono un po' preoccupati che essa cambierà le cose per la campagna. Quindi voglio solo rassicurare che la campagna è in ottima forma e sono molto fiduciosa che ICAN abbia ancora i suoi giorni più importanti e di grande impatto davanti a noi. Il gruppo direttivo internazionale avvierà ora un processo di reclutamento di un nuovo direttore esecutivo e presto condivideremo ulteriori informazioni su chi contattare se hai domande su questa posizione o se desideri raccomandare a qualcuno di candidarsi per il lavoro. Come tutti sapete, le assunzioni per posizioni dirigenziali potrebbero richiedere del tempo, quindi sono molto lieto di informarvi che dal 1° febbraio 2023 Daniel Högsta entrerà in carica come Direttore Esecutivo ad interim fino alla nomina di un nuovo Direttore. Conoscete tutti molto bene Daniel e potete essere certi che la campagna è in mani molto capaci e fidate mentre cerchiamo una nuova persona che conduca la campagna. So che gli sarete tutti di supporto e d'aiuto, come tutti voi siete stati per me nel corso degli anni.

Sono sicuro che alcuni di voi si stanno chiedendo cosa farò adesso! Per prima cosa, mi prenderò sicuramente una vacanza!! E poi esplorerò altri modi per sostenere l'ICAN, il TPNW e il nostro lavoro per ottenere il disarmo nucleare, e spero di continuare a contribuire ai nostri sforzi congiunti nei prossimi anni, solo un po' più dietro le quinte di adesso.

La lotta contro le armi nucleari è più importante che mai, quindi l'ICAN deve continuare a crescere e avere successo nei prossimi anni. Le sfide davanti a noi sono enormi, ma ci sono anche più opportunità per questa campagna di quante molti di noi abbiano mai sperimentato prima. Quindi sono molto orgogliosa di dimettermi da questo ruolo con la campagna in una posizione incredibilmente forte. L'ICAN è il movimento che può e riuscirà a realizzare l'eliminazione delle armi nucleari.

Se hai domande per me o Daniel (daniel@icanw.org) su questo cambiamento, non esitare a contattarci via email. Se hai domande per l'ISG, puoi inviare un'e-mail ad Akira (kawasaki@peaceboat.gr.jp) come presidente del consiglio di amministrazione di ICAN o Rebecca (rej@acronym.org.uk) come presidente amministrativo del gruppo direttivo. Stiamo anche pianificando di organizzare una chiamata zoom delle organizzazioni partner all'inizio di dicembre per discutere di eventi e piani chiave per il 2023. Potrebbe anche essere un'opportunità per chiunque di porre domande al riguardo della nuova dirigenza, se ne ha. Invieremo presto informazioni al riguardo. Ma questo non è il momento degli addii. Sono ancora qui in questo ruolo fino al 31 gennaio e ho intenzione di continuare a lavorare a pieno regime fino ad allora.

E solo una nota finale, non l'abbiamo ancora annunciato pubblicamente perché volevo prima dirlo a voi come organizzazioni partner dell'ICAN. Renderemo pubbliche queste informazioni più tardi oggi intorno alle 15:00 CET, quindi per favore non condividerle sui social media o ancora in pubblico.

Sono così grata per il supporto, l'amicizia, la gioia e l'energia che mi avete dato in questo ruolo in tutti questi anni. Non vedo l'ora di finire questi mesi alla grande, organizzare una grande festa alla fine di gennaio e poi continuare a lavorare con tutti voi in altri modi! Farò sempre parte di ICAN e del Team TPNW!

Seguono i soliti messaggi di ringraziamento, forse un po' sopra le righe.

Ecco alcuni che hanno scritto:


ruth.mitchell.ippnw@gmail.com dall'Australia

Ivana Nikolić HughesPresident, Nuclear Age Peace Foundation1622 Anacapa Street Santa Barbara, CA 93101

Voice: 1-805-965-3443 Email: ihughes@napf.org 

annemarie.gielen@paxchristi.be

Italiëlei 98a - 2000 Antwerpen

+32 (0)3 225 10 00 / +32 (0) 485 54 59 58

www.paxchristi.be

Marianne Begemann <mfbegemann@seabell.nl>

Sukla Sen <sukla.sen@gmail.com>  - CNDP, India

Bekele Gonfa <bekele818@gmail.com>

Executive Director SRaRO, Addis Ababa, Ethiopia

WBW Cameroon <cameroon4wbw@gmail.com>

Cameroon for a World Beyond War
Dschang - West Cameroon Phone: (237) 674 162 369 - 699 035 062

Spencer Graves <spencer.graves@effectivedefense.org>

Secretary, PeaceWorks Kansas City (PeaceWorksKC.org)
4550 Warwick Blvd 508
Kansas City, Missouri 64111 USA
m: 408-655-4567

Godefroid M <marhegod@gmail.com>

Linda Pentz Gunter <linda@beyondnuclear.org> 

Linda Pentz Gunter is the curator and editor of Beyond Nuclear International and the international specialist at Beyond Nuclear. Tel: 301.455.5655 (cell). Beyond Nuclear is a 501(c)(3) non-profit membership organization located at 7304 Carroll Avenue, #182, Takoma Park, MD 20912.

Darien Castro <drinhardstyle@gmail.com>

Tomas Nordberg tomasnordberg@aya.yale.edu

Adebayo Anthony Kehinde <kehindeadebayo37@gmail.com>

Edward. M. Chaka

Executive Director

Peoples Federation for National Peace and Development (PEFENAP)

P.O Box 545

Blantyre. Malawi

Southern Africa.

Phone: +265 888 245 186

+265 999 301 512

Email: edwardchaka@yahoo



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 Sciopero generale del 2 dicembre 2022


CORTEO  A MILANO PER SCIOPERO GENERALE NAZIONALE

Proclamato da tutte le organizzazioni del sindacalismo di base italiane

Sono interessati tutti i settori pubblici e privati, dalla sanità alla scuola, dalle fabbriche ai trasporti.

"Lo sciopero è proclamato PER:

1) Rinnovo dei contratti e aumento dei salari con adeguamento automatico al costo della vita e con recupero dell'inflazione reale.
2) Introduzione per legge del salario minimo di 12 euro l'ora.
3) Cancellazione degli aumenti delle tariffe dei servizi ed energia, congelamento e calmiere dei prezzi dei beni primari e dei combustibili, incameramento degli extra-ricavi maturati dalle imprese petrolifere, di gas e carburanti.
4) Riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.
5) Blocco delle spese militari e dell'invio di armi in Ucraina, nonché investimenti economici per la scuola, per la sanità pubblica, per i trasporti, per il salario garantito per disoccupati e sottoccupati...

SABATO 3 DICEMBRE

ORE 14 Roma p.zza della Repubblica

"CONTRO LA GUERRA E IL CAROVITA: GIÙ LE ARMI, SU I SALARI.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

"Il governo Meloni ci sta trascinando sempre più dentro una spirale di guerra dagli esiti imprevedibili.

L'Italia è evidentemente un paese belligerante e attivo nel conflitto, nonostante la grande maggioranza della popolazione sia contraria alla guerra e al conseguente forte aumento delle spese militari.....

Le risorse ci sono, come dimostra la vicenda dei 40 miliardi di extraprofitti ottenuti con la speculazione sul prezzo del gas, e vanno messe a disposizione di salari, pensioni e per aumentare il reddito degli strati sociali più colpiti dalla crisi, in primis i precari e i disoccupati.

Anche le promesse avanzate nei mesi scorsi sul tema della conversione ecologica si sono tradotte in progetti di installazione di nuovi rigassificatori e inceneritori in diversi territori, utili al business dei soliti noti e non certo alla salvaguardia dell'ambiente.

Si ricomincia a parlare di grandi opere inutili (come il Ponte sullo stretto), mentre scuole, università, strutture sanitarie, territori stravolti dal dissesto idrogeologico, dal cambiamento climatico e dalla speculazione cadono e franano letteralmente in testa alle persone che li attraversano.

In poche settimane, il nuovo governo ha già pienamente svelato la propria natura reazionaria, con l'attacco ai diritti e alle agibilità democratiche, la criminalizzazione degli immigrati e un'ulteriore inasprimento della repressione del conflitto sociale e sindacale, come dimostra l'introduzione nel codice penale del reato di occupazione abusiva e raduni illegali che rafforza e generalizza le norme repressive già esistenti...."

https://sicobas.org/2022/11/07/italia-appello-nazionale-dopo-lo-sciopero-generale-il-3-dicembre-tutte-i-a-roma-contro-gueera-e-carovita-giu-le-armi-su-i-salari/

 

Settore scuola 

UNICOBAS

Sede Nazionale - Via Casoria, 16- 00182 Roma Tel., segr. e fax: 06 7026630 - 7027683

http:www.unicobas.org

Manifesta a Roma h. 9-30 Ministero dell'Istruzione 

Lo sciopero è stato proclamato anche da COBAS SARDEGNA, CONFEDERAZIONE COBAS, CUB, SGB, SI COBAS, USB, USI CIT

NO 

al ministero tecnoburocratico del finto merito

all'aggiornamento di regime e alla differenziazione salariale gestita discrezionalmente dai dirigenti

alla truffa del servizio contro ATA ed IPTEX Enti Locali

PER 

l'eliminazione delle classi pollaio e la sanificazione dell'aria

sopprimere INVALSI e l'alternanza scuola/lavoro

ma quale algoritmo? Assunzione dei precari su tutti i posti vacanti

l'uguaglianza dei diritti per tutti i sindacati 

pensione a quota 95

Dettaglio sciopero

Tipologia dello sciopero: Generale

Proclamato da: ADL VARESE - AL COBAS - CIB UNICOBAS - COBAS COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA -

COBASSARDEGNA -CUB-LMOLAVORATORI METALMECCANICI ORGANIZZATI -SGB-SGC

SINDACATO GENERALE DI CLASSE - Sl-COBAS - SOA SINDACATO DEGLI OPERAI AUTORGANIZZATI -

use-USI-UNIONESINDACALEITALIANAFONDATANEL1912-USICIT-

Sindacati aderenti: COBAS COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA - CUB SANITA' - SIAL-COBAS - USI

EDUCAZIONE-

Settore-Ente-Comparto:TUTTI i SETTORI-TUTTI i COMPARTI

Personale coinvolto: Tutti i settori pubblici e privati

Data di proclamazione: 24 Settembre 2022

Data di svolgimento: 2 Dicembre 2022

Allegati: DFP72534Proclamazione- DFP78383Proclamazione USI 1912 -DFP78859Adesione USI

Educazione - DFP80413 Adesione sindacati aderenti confederazione USI 1912 - SCHEDA SCIOPERO -

DFP81264Adesione USI LEL- DFP83250Adesione COBAS SCUOLA - DFP84136Adesione CUBSUR

- DFP84279 Adesione USB PI - DFP 84279 Adesione ORSA - DFP 85472 Proclamazione AL COBAS e

altre sigle - DFP 85968 Adesione CUB SANITA' - DFP 86222 Adesione SIAL Cobas -

Intera giornata: SI

Ministro per la Pubblica Amministrazione

Corso Vittorio Emanuele Il, 116 - 00186 Roma - Tel. (+39) 0668991

UfficioStampa - Dipartimento della funzione pubblica

Corso Vittorio Emanuele Il, 116 - 00186 Roma -Tel. (+39) 0668991

Indirizzo PEC

protocollo _ dfp@mailbox.governo. it

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 Resoconto conferenza prefetture Trieste Pordenone su Piani emergenza nucleare

Conferenza stampa davanti le prefetture di Trieste e Pordenone, per il rilascio dei Piani di emergenza in caso di rischio nucleare alla base di Aviano e al porto militare di Trieste


La Tavola per la Pace del Friuli Venezia Giulia e il Comitato di Liberazione Nazionale di Pordenone hanno esposto congiuntamente oggi 24 novembre, davanti al Commissariato del Governo di Trieste e alla Prefettura di Pordenone, le motivazioni del sollecito ai rispettivi Prefetti a rispondere alle richieste di rilascio dei Piani di emergenza nucleare per la base di Aviano e il porto di Trieste, inviate loro le scorse settimane.
Durante la conferenza stampa è stato presentato il Corteo contro la Guerra, promosso sabato 26 novembre a Trieste dal Coordinamento no green pass; la cui immagine sul volantino promo (allegato alla presente in italiano e sloveno) evoca l'Olocausto nucleare. E sono stati esposti i pannelli del "Duran Adam" antinucleare promosso in tutta Italia dal Comitato di Liberazione Nazionale.
Alla presentazione stampa hanno aderito gli Studenti contro il green pass di Trieste, l'associazione Fronte della Primavera triestina, Europa Verde Friuli Venezia Giulia e Costituzione in Azione di Udine.
Nel 2017, ben 122 Paesi delle Nazioni Unite hanno approvato il nuovo Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, entrato in vigore il 21 gennaio 2021 e ratificato da 68 Stati.
E' nota, da fonti governative e giornalistiche, la sostituzione delle bombe nucleari B61 dislocate ad Aviano con le B61-12, dotate di supporto missilistico e la cui potenza si regola in 4 valori, il più piccolo dei quali è 30 volte maggiore degli ordigni convenzionali. Una bomba nucleare adatta all'uso sul campo di battaglia - il nostro? - che rompe un "tabù", avviando un'escalation e aumentando il rischio di divenire bersaglio nucleare per forze ostili.
Considerata la guerra in atto nella vicina Ucraina e le tensioni mai spente nei Balcani, è palese la preoccupazione per lo stato di pre belligeranza di Unione Europea e Italia verso la Russia. Si chiede pertanto al Prefetto di Pordenone, di promuovere la redazione urgente dei Piani di emergenza esterna relativi alla base aerea a capacità nucleare di Aviano, e di avviare il monitoraggio delle radiazioni al suolo e nell'aria per alcuni chilometri, sul territorio circostante.
Nonché di informare di concerto con gli Enti Locali e l'Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione, la popolazione sui rischi inerenti la presenza e l'attività nucleare nella base, e le relative misure di protezione da adottare in caso di incidente attentato o atto bellico deliberato, che si dovesse verificare.
Sempre in Friuli Venezia Giulia, la città di Trieste è nell'elenco dei porti messi a disposizione dal Governo italiano per il transito e la sosta di navi e sommergibili da guerra a propulsione nucleare, di flotte "alleate" che potrebbero detenere ordigni nucleari a bordo.
Dopo ripetute richieste di Tavola della pace del Friuli Venezia Giulia, Associazioni ambientaliste e Sindacati la Prefettura di Trieste emise nel 2007 un Piano d'emergenza in caso d'incidente nucleare militare in porto, come imposto dalla Legge e le Direttive europee.

Piano che chiediamo di attualizzare alla luce delle nuove norme in argomento, contenute nella Direttiva Euratom 2013/59 recepita dal Parlamento italiano con Decreto Legge 31 luglio 2020 n.101, per quanto previsto all'art.185 "Piano di emergenza esterna per le aree portuali"; o di divulgare nel caso il Piano stesso o alcune sue parti siano state rinnovate.
L'Italia aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare, ma non è dato sapere se armi di distruzione di massa, la cui presenza è vincolata dal segreto, siano presenti sulle navi ospiti; inoltre, i reattori nucleari militari non sono sottoposti alle norme di sicurezza previste per gli impianti civili, fatto anacronistico in un Paese espressosi due volte contro il nucleare, per via Referendaria.
La Provincia di Trieste è stata il primo Ente locale a chiedere la derubricazione dall'elenco dei Porti nucleari nazionali, seguita dai Comuni di Sgonico/Zgonik, Muggia/Milje e Monrupino/Repentabor i quali, assieme a S.Dorligo della Valle/Dolina, Duino-Aurisina/Devin-Nabrezina e Trieste, hanno aderito alla 2020 Vision per un mondo libero da armi nucleari promossa dal Sindaco di Hiroshima.
Dopo l'adesione della vicina Repubblica alla Nato, anche il porto Sloveno di Capodistria, che insiste sul Golfo di Trieste, è divenuto scalo di transito per navi nucleari militari.
La novità nel Diritto internazionale, imposta dal citato Trattato ONU di Proibizione delle Armi Nucleari cui l'Italia non aderisce, per asseriti obblighi derivanti dall'Alleanza atlantica ci ha permesso di depositare, alla Conferenza Onu istitutiva dello stesso, la proposta di denuclearizzare il Golfo, coi porti di Trieste e Koper-Capodistria; proposta fondata anche sul Trattato di Pace del 1947 con l'Italia, del quale è Garante il Commissario del Governo. Trattato che sancisce la Smilitarizzazione e Neutralità del nostro Territorio.
Infatti, il Golfo di Trieste ospita due porti nucleari militari di transito in contrasto col Trattato di Pace. Mentre la presenza dei due centri urbani rende impossibile prevenire incidenti, rispetto alla propulsione nucleare delle navi, alla presenza a bordo di armi di distruzione di massa, alla possibilità di divenire bersaglio nucleare bellico. Basti ricordare i bombardamenti della seconda guerra mondiale e l'attentato alla Siot del 1972.
Inoltre, il segreto imposto "per motivi di sicurezza" su notizie necessarie a una puntuale informazione impedisce la corretta valutazione dei pericoli, costringe le istituzioni a omettere importanti conoscenze e nasconde le situazioni di pericolo alla popolazione.
Si chiede quindi al Commissario del Governo, la redazione urgente di nuovi Piani di emergenza nucleare militare per il Porto di Trieste in base al DL 101/'20; l'informazione alla popolazione sui rischi inerenti la presenza di naviglio nucleare militare in porto e sulle misure di protezione da adottare in caso di incidente, attentato o atto bellico deliberato. Di concerto con gli Enti Locali e l'Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione.
Riguardo la stesura del Piano di emergenza, esso dovrebbe essere esclusiva competenza delle autorità italiane, con carattere vincolante per le navi ospiti. E' importante che il Documento tecnico, di competenza del Ministero della Difesa, faccia riferimento alle procedure di emergenza delle navi ospiti in rada. Sono documenti militari, che devono essere messi a conoscenza delle autorità italiane al fine di predisporre un attendibile "Piano di emergenza esterna per le aree portuali".
Altra richiesta, è che da subito si predisponga un monitoraggio periodico del livello di radiazioni al suolo per una profondità di alcuni Km, e un equivalente monitoraggio radiale delle acque marine per una distanza di 30 Km dal porto; per fissare il valore di fondo rispetto alle variazioni di radioattività con presenza di naviglio a propulsione nucleare, anche in condizioni non incidentali e in relazione allo stato delle correnti nel golfo.

 La lettera al Prefetto di Pordenone è stata recapitata nella Giornata Onu contro le armi nucleari, dedicata al colonnello Petrov che salvò il mondo da un secondo Olocausto nucleare; e quella al Commissario del Governo di Trieste nel 1° anniversario della brutale repressione contro migliaia di pacifici dimostranti al Varco 4 del Porto, affinché atti simili di violenza non abbiano più a verificarsi.

Nota del 17 novembre 2022


Martedì 29 novembre il Parlamento discuterà e voterà una mozione del Movimento 5 stelle sulla guerra in Ucraina.

I pacifisti dovrebbero farsi sentire nei momenti e nei luoghi di discussione sulla guerra.
Si spera che quel giorno riesca a farsi sentire anche chi è contro le guerre ed è indifferente agli equilibri del centro destra o del centro sinistra. 

Soprattutto di questo ultimo che, con il "sole" PD, dibatte, diviso in correnti l'un contro l'altra confliggenti, se presentarsi come "campo largo" o "campo stretto".

Intorno al PD ruotano soggetti politici partitici sostanzialmente satelliti: Articolo 1, Sinistra Italiana, i Verdi. Tutto sommato la stessa sinistra radicale dei gruppi falcemartellisti.

E' assolutamente necessario che il movimento pacifista si emancipi dal ruolo di satellite di questo "sole" del tutto oscurato.

Questo non significa che debba andare a ruotare intorno al Movimento Cinque Stelle, ormai diventato il "Partito di Conte"...

Se si va in piazza bisogna esprimere le proprie posizioni, non quelle del M5S...

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Nota del 27 ottobre: la Convergenza nonviolenta "umanista" verso il 5 novembre

(Il documento sotto riportato ancora non è nella sua stesura definitiva)

5 NOVEMBRE CONVERGIAMO E RILANCIAMO

Evitare una guerra nucleare e una catastrofe umana e ambientale sono le priorità assolute. Per questo ci auguriamo che centinaia di migliaia di persone manifestino con i colori arcobaleno delle Pace, in Italia, come nel resto d'Europa e del mondo.

Tuttavia riteniamo necessario sottolineare che chi sceglie PACE E NONVIOLENZA, chi rifiuta la logica della guerra e si propone di creare "le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili" d'accordo con il Papa, non si erge a giudice che condanna, e rifiuta l'interpretazione lineare e semplicistica della struttura vittima-aggressore, per andare a cercare sin dalle origini del conflitto la complessa rete di bisogni, aspirazioni, interessi da ascoltare e comprendere per poter riconoscere le molteplici responsabilità da RICONCILIARE. Un groviglio di fattori culturali, sociali, religiosi, economici e politici che nel crocevia storico dell'ultimo secolo ha creato muri e irrigidimenti nazionalisti, piuttosto che reciproca accoglienza e co-esistenza nella prima civiltà planetaria della storia.

Alla luce di una rinnovata sensibilità che avanza nella convergenza delle diversità, contro qualsiasi discriminazione e nell'ambizione ad una vita degna, giustizia e progresso per tutte, tutti, tuttu e tutto sul pianeta, è evidente quanto siano fallimentari e anacronistiche questa guerra, questa polarizzazione NATO-Russia, questo sistema economico e poi politico basato su armi, consumo e fonti non sostenibili e soprattutto che punta all'arricchimento e la selezione di pochi, affamando e privando di progettualità e futuro una percentuale sempre maggiore della popolazione.

Questo sistema disumano e violento è fallito e nell'ultimo colpo di coda rischia di creare danni irreparabili, per questo è necessario rilanciare con fermezza la necessità di risoluzioni che possano portare realmente e rapidamente a tavoli di negoziato, per arrestare subito la follia della guerra e prima che un incidente o una provocazione di troppo degeneri in un disastro nucleare.

Per questo INVITIAMO TUTTE E TUTTI A IMPEGNARSI A SOSTENERE QUESTE ESIGENZE:

  • Cessate il fuoco immediato e ritiro delle forze militari dai territori coinvolti sotto la supervisione ONU e dislocamento dei Corpi Civili di Pace per il monitoraggio del cessate il fuoco, il supporto a tutte le vittime del conflitto e il contributo alle attività di costruzione della pace.

  • Stop immediato all' invio di armi, perché una risposta violenta alla violenza non porta la Pace, perché alimentare il conflitto non è mai giustificabile, né creerà le condizioni del dialogo necessarie a raggiungere soluzioni concordate e soprattutto perché LE POPOLAZIONI CIVILI COINVOLTE NON VOGLIONO PIÙ NÉ MORTI NÉ FERITI.

  • Ritiro delle sanzioni che solo alimentano una guerra economica che colpisce le popolazioni.

  • Impegno concreto dei governi europei per aprire il dialogo nei tavoli diplomatici, aperti a tutte le parti sociali e soprattutto al contributo delle donne nello spirito della Risoluzione ONU 1325 (2000).

  • Firma e ratifica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari da parte di tutti i governi, ad iniziare da quello italiano e quelli europei.

  • Contrastare e risolvere le ricadute economiche, energetiche, alimentari, migratorie scaturite dalla guerra e dalle speculazioni finanziarie, sollecitando la conversione ecologica ed eliminando a priori ipotesi di gas liquido/rigassificatori e nucleare civile.

  • Scioglimento della NATO, un'alleanza che obbliga i Paesi membri ad essere complici delle guerre e degli interessi dell'industria bellica e lotta contro le basi e le servitù militari presenti nel nostro Paese, già troppe volte usate come piattaforma di lancio di guerre in giro per il mondo.


Per sottoscrivere convergenzanonviolenta@gmail.com

L'appuntamento per tutti coloro che vorranno sostenere questo appello a Convergere e Rilanciare è .....


Iniziativa Convergenza: Fronte Umanista Europe for Peace, La Comunità per lo Sviluppo Umano, WILPF, Rete per la Politicità Sociale, Mondo senza Guerra e senza violenza; Energia per i Diritti Umani - Onlus; Pressenza; Rete Sociale in Movimento; Gianmarco Pisa (operatore di pace); Tina Napoli (esperta politiche dei consumatori); Marco Palombo (altre eventuali sottoscrizioni in arrivo)


RISPETTO ALL'APPUNTAMENTO E' stato diramato il percorso: Il concentramento della manifestazione è fissato per le ore 12.00 di sabato 5 novembre presso Piazza della Repubblica e la partenza del corteo è prevista per le ore 14.00. Il percorso del corteo è Piazza della Repubblica - Via Terme di Diocleziano - Via Amendola-Via Cavour - Piazza dell'Esquilino-Via Liberiana - Piazza Santa M. Maggiore - Via Merulana - Largo Brancaccio - Via Merulana - Viale Manzoni - Via Emanuele Filiberto - Piazza San Giovanni.
La manifestazione si concluderà intorno alle ore 18.30.
Se vogliamo farci promotori di un pezzo di corteo che sostenga un appello decisamente più sostenibile per ecopacifisti coerenti rispetto a quello della RIPD/CGIL/PD/5S allora converrebbe farlo circolare con un appuntamento a piazza della repubblica alle 12 in un luogo preciso, per esempio davanti l'entrata di S. Maria degli Angeli 

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Nota di Alfonso Navarra del 25 ottobre 2022

La manifestazione del 5 novembre per "fare tacere le armi e dare la parola ai negoziati con l'intervento dell'ONU" può avere la funzione di radunare una consistente massa di attivisti. Sono quelli che, raccogliendo l'invito del Papa a "fare chiasso", hanno compreso che in questo momento la priorità assoluta è fermare l'escalation bellica in Ucraina: essa può degenerare in un confronto nucleare globale, magari partendo dall'uso "tattico" degli ordigni atomici.
In un certo senso il Papa ha fatto da motorino di avviamento e continua a fare da traino alla manifestazione. Si consideri ad esempio la sua partecipazione al "GRIDO DELLA PACE" organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio, che, va rimarcato, ha aderito alla piattaforma di "Europe for Peace".
Vi è una problematica interessante, quando si parla di ONU, che accarezza la possibilità di scavalcare il Consiglio di Sicurezza così come è configurato dall'attuale ordinamento, e nei lavori  di Sant'Egidio, nota per sperimentare diplomazia civile dal basso, la si sta studiando in vista di affascinanti sviluppi attuativi .
Francesco Strazzari, della Sant'Anna di Pisa (francesco.strazzari@santannapisa.it · 050 883354), che ha appena dato alle stampe Frontiera ucraina. Guerra, geopolitiche e ordine internazionale, ritiene che il primo ostacolo sia «il ricatto di una potenza nucleare che ritiene i territori ucraini come acquisti: potenza nucleare che ha il diritto di veto nel Consiglio di sicurezza e dunque può bloccare tutto. Questa condizione inedita potrebbe vedere il suo superamento con l'Assemblea generale che decide un incontro superando lo scoglio del CdS. Difficile ma forse non impossibile. Il punto è come possa configurarsi una diplomazia dietro le quinte che, spinta dalla forza delle piazze, si dia da fare senza per questo apparire dalla parte di Putin. E questo è sì possibile magari per arrivare anche solo a un cessate il fuoco. Quanto alla pressione del movimento per la pace, se continua ad allargarsi, mettendo da parte gli argomenti divisivi, può essere davvero in grado di avere un effetto positivo e persino creativo. Aiutando a superare l'idea che la diplomazia possa lavorare solo quando tacciono le armi, che non è affatto vero». 
La guerra, nella riflessione dei Disarmisti esigenti, non in contrapposizione a questo nucleo di pensiero, è considerato il vero aggressore nel momento in cui non si possono più riconoscere guerre "giuste", come sostiene anche Papa Francesco. Nel fare opera di pace bisogna tenerlo presente e quindi bisogna evitare sicuramente di concepire la mediazione come un processo in tribunale, in cui ci si erge a giudici delle responsabilità storiche di questo o di quell'attore statale o nazionale.
L'invasione russa del 14 febbraio è condannata ma la cultura della terrestrità non si propone di "condannare il colpevole" come prima preoccupazione e  porta a temere il Generale Permafrost più che il generale Shoigu.
Da questo punto di vista, che non può affatto essere considerato filoputiniano, dovrebbe essere evidente quanto siano fallimentari e anacronistiche questa guerra, queste fazioni, lo scontro NATO-Russia, questo sistema economico e poi politico basato sui complessi militari ed energetici "duri" che portano al collasso ecologico  puntando all'arricchimento di pochi, mentre si umilia, opprime e impoverisce il resto della popolazione.

Questo sistema disumano e violento è al capolinea e nell'ultimo colpo di coda rischia di creare danni irreparabili, per questo è necessario rilanciare con fermezza la necessità di risoluzioni che possano portare realmente e rapidamente a tavoli di negoziato, per arrestare subito la follia della guerra. Ma nella chiarezza delle posizioni e nella capacità tattica di esprimere, ben oltre la ristretta cerchia degli attivisti, una volontà popolare inascoltata che tutti i sondaggi segnalano.

La manifestazione ha anche un lato oscuro nel momento in cui omette che per fare tacere le armi è necessario anche non apparecchiarle a chi le usa per combattere. Questa omissione significa subalternità alle posizioni di un partito atlantista (più atlantista degli stessi USA) che teme che il tema della pace gli sia sottratto da una iniziativa del Movimento Cinque Stelle. Non si può infatti negare che uno dei "detonatori" della manifestazione sia stato l'intervista di Giuseppe Conte al quotidiano l'Avvenire del 4 ottobre 2022.

Per questo, nel convergere nella mobilitazione, che serve comunque a sdoganare l'impronunciabile "pace" (a questo punto siamo arrivati!), invitiamo tutte e tutti a impegnarsi a sostenere queste richieste :

  • Cessate il fuoco immediato e ritiro degli eserciti dai territori coinvolti sotto la supervisione ONU e dislocamento dei Corpi Civili di Pace per il monitoraggio del cessate il fuoco, il supporto a tutte le vittime del conflitto e il contributo alle attività di costruzione della pace.

  • Stop immediato all'invio di armi, perché una risposta violenta alla violenza non porta la Pace, perché alimentare il conflitto non è mai giustificabile, né creerà le condizioni del dialogo necessarie a raggiungere soluzioni concordate;

  • Supporto agli obiettori e disertori sia russi che ucraini


  • Ritiro delle sanzioni, in particolare quelle energetiche, che alimentano una guerra economica che colpisce tutte le popolazioni;

  • Impegno concreto dei governi europei per aprire il dialogo nei tavoli diplomatici e orientamento a valorizzare il protagonismo dell'ONU


  • Firma e ratifica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN) da parte di tutti i governi, ad iniziare da quello italiano e proseguendo con quelli europei;


  • Risolvere le ricadute economiche, energetiche e alimentari scaturite dalla guerra e dalle speculazioni finanziarie, sollecitando la conversione ecologica ed eliminando a priori ipotesi di gas liquido/rigassificatori e nucleare civile.


  • Scioglimento della NATO, un'alleanza che obbliga i Paesi membri ad essere complici delle guerre e degli interessi dell'industria bellica. Ciò significa nel nostro Paese  lotta contro la condivisione nucleare e contro le basi e le servitù militari presenti nel nostro Paese, già troppe volte usate come piattaforma di lancio di guerre in giro per il mondo.


Diamo appuntamento alle 11,00 a Piazza Vittorio, a Roma, all' ASSEMBLEA NAZIONALE PER LA PACE, LA GIUSTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE, per poi raggiungere la manifestazione Europe for Peace in Piazza San Giovanni, con uno striscione che esprima i nostri contenuti autonomi nella volontà di dare voce alla maggioranza  popolare pacifista.

Questo nonostante gli organizzatori abbiano ribadito che "deve essere chiaro che la manifestazione si basa sulla piattaforma lanciata da EuropeForPeace e solo essa vale".

LA MANIFESTAZIONE del 5 partirà alle 13 da Piazza della Repubblica dove la gente affluirà dalle 12. Verso le 14.30 giungerà a Piazza san Giovanni dove dalle 15 si alterneranno una quindicina di interventi fino alla chiusura alle 16.30. Confluiranno anche altre manifestazioni già in calendario (come l'iniziativa contro le povertà organizzata da Rete Numeri Pari e Forum Diseguaglianze e Diversità) e, a quanto pare, persino il Comitato «Fermare la guerra», di cui è portavoce Gianni Alemanno.  



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